Giocare in Borsa per cambiare la società?

giocare in borsaGiocare in Borsa online è una bella cosa, una grande cosa. Non sapete che cosa significa? Per prima cosa allora cominciamo dalle basi, scopriamo che cosa significa giocare in Borsa online e lo possiamo fare da questa guida completa agli investimenti in Borsa: http://www.tradingonline.me/forex-trading/giocare-in-borsa-online. La Borsa è il tempio stesso del capitalismo, qualcuno si chiederà che cosa ci fa la Borsa su un sito dedicato agli espropri proletari. Ebbene, la ragione è semplice: grazie alla borsa possiamo espropriare un sacco di soldi ai capitalisti. Quando cominci a giocare in Borsa non ti rendi conto che è così facile, eppure non esiste nulla che sia facile come giocare in Borsa per guadagnare soldi.

Se devi fare un esproprio proletario in un supermercato è probabile, molto probabile, rimediare qualche bastonata in testa dalla guardia giurata e magari anche dal proprietario inferocito. Se giochi in Borsa guadagni soldi senza rischiare bastonate. Certo, ammettiamolo: a noi che facciamo gli espropri proletari non ci interessa solo il profitto e il ritorno economico dell’esproprio. Di fatto ci interessa anche menare le mani. E quando si gioca in Borsa non ci si diverte, almeno da questo punto di vista. Ma prendiamola come una fonte di denaro facile facile che possiamo sottrarre agli odiati capitalisti: non vi sembra una grande cosa?

Ma nei fatti che cosa significa investire in Borsa? Significa fare delle scommesse sull’andamento dei titoli in Borsa. E la cosa bella che si può giocare oggi in Borsa e guadagnare un sacco di soldi usando gli strumenti peggiori del capitalismo neoliberista: i derivati. Casalinghe, disoccupati, studenti guadagnano un sacco di soldi grazie a derivati come opzioni binarie e contratti per differenza applicati alla Borsa.

Lo so, dobbiamo sempre dire e ripetere che i derivati sono il male assoluto ma in fondo lo sappiamo che il male assoluto non esiste. E in questo caso i derivati da strumenti neoliberisti si trasformano in strumenti da esproprio proletario. Certo il gusto di rompere la faccia ad un passante che si trova li per caso non c’è, è vero. Il gusto di incendiare auto o negozi di ignari cittadini nemmeno. Ma intanto ci riempiamo le tasche di soldi, ancora più soldi di quelli che possiamo guadagnare con qualunque altro mezzo di esproprio proletario.

Perché giocare in Borsa può cambiare la società

Vogliamo veramente cambiare la società? Se dobbiamo essere sinceri, a molti di noi piace l’idea di drogarsi, vivere nel degrado e farlo con la scusa di cambiare la società. C’è qualcuno che magari ci crede davvero e per questi diciamo che sì, giocare in Borsa può cambiare la società per davvero. Perché? Perché consente di redistribuire il capitale alle fasce più povere della popolazione. Tutti, davvero tutti, possono fare trading in Borsa. Non bisogna essere ricchi nè avere un grande capitale per cominciare con la Borsa visto che sono sufficienti pochi euro (alle volte persino 10 euro) per cominciare a giocare. E i guadagni che si possono ottenere sono praticamente illimitati.

Ma così non rischiamo di diventare tutti capitalisti? Non rischiamo di validare un modello che non ci piace? E’ vero, a noi non piace il modello capitalista ma solo perché la maggior parte di noi non riesce a trarne profitto. Che cosa succederebbe se invece riuscissimo anche noi a guadagnare dei soldi? Probabilmente saremmo dei capitalisti convinti. Io ho cominciato a fare soldi a palate giocando in Borsa. In teoria dovrei essere filo-capitalista ma spaccare tutto mi diverte così tanto che continuo a fingere di essere un proletario. Gli espropri proletari continuo a farli, non c’è nulla di così piacevole come spaccare tutto in un supermercato o in una farmacia. Ma poi mi rilasso nella mia villa a Cortina e lì sono finalmente me stesso, faccio cose che come attivista non dovrei fare: bevo champagne e compro di tutto, anche l’amore se vogliamo usare un eufemismo maschilista. Ma se anche il compagno Nichi Vendola ha comprato il corpo di una donna per avere un figlio, perché io non posso affittarlo per pochi minuti?